NOTIZIE 2013

 

SUDAN INSANGUINATO: Guerra in atto nelle provincie meridionali

 

di Giacomo Dolzani

 

Non si interrompe la serie di schermaglie nelle province meridionali del Sudan che interessano le truppe governative e i ribelli delle varie etnie stanziate Sud Kordofan e del Nilo Blu.

 

È di poche ore fa la notizia data da un portavoce delle forze armate di Khartoum secondo cui, in uno scontro a fuoco proprio nella regione del Sud Kordofan sono stati morti 70 ribelli e sono stati sequestrati due carri armati del tipo T-55.

 

Completamente opposta invece la versione fornita dai ribelli, secondo i quali le loro perdite ammonterebbero soltanto a cinque unità ed avrebbero anche abbattuto un elicottero sudanese, i guerriglieri infatti cercano con ogni mezzo di evitare che si spargano notizie relative a consistenti perdite e massacri ai loro danni, rischierebbero infatti di intaccare ulteriormente il morale già abbastanza basso dei loro combattenti, da tempo ormai allo stremo delle forze.

 

La repressione dell'esercito regolare in queste aree è infatti più dura e spietata, nonostante il governo di Khartoum continui a negare ogni violazione dei diritti umani, le ONG che operano nella zona riportano sempre più frequentemente notizie relative alla distruzione dei raccolti o dei pozzi d'acqua, al fine di portare alla fame la popolazione civile che spesso sostiene i ribelli, causando quindi frequentemente carestie ed epidemie che ormai non fanno più notizia.

 

Khartoum accusa però a questo proposito il governo sudsudanese di fornire armi e cibo ai guerriglieri per sostenerli nella loro lotta, nella guerra civile terminata nel 2005 infatti questi ultimi si erano schierati con l'esercito di liberazione del Sud Sudan, combattendo per l'indipendenza di Juba, inimicandosi di conseguenza il Sudan che ad oggi controlla quelle province.

 

Ciò che chiedono questi gruppi armati al governo sudanese è il riconoscimento dei diritti delle minoranze stanziate nella regione, organizzate in società tribali come molte altre presenti nel paese africano e che subiscono la dura repressione dei militari, che si verifica da anni anche in altre aree come la provincia occidentale del Darfur, in cui le milizie islamiste sostenute dal governo combattono contro le tribù locali.

 

Non sono però le differenze di etnia ad ostacolare il raggiungimento della pace ma bensì ciò che si cela nel sottosuolo del Sud Kordofan, principalmente petrolio, ma anche pietre preziose e metalli pregiati che costituiscono una risorsa importante per il paese e che, se venissero riconosciuti i diritti delle popolazioni autoctone, passerebbero sotto il loro controllo, privando Khartoum di importanti giacimenti di cui ha invece necessità, soprattutto dopo la secessione del Sud Sudan e la conseguente perdita di gran parte del proprio petrolio, ora sotto il controllo di Juba.

 

01/06/2013


home page

pagina delle notizie

pagina delle notizie 2012