NOTIZIE 2013

 

Il segretario generale Centrella in "pellegrinaggio" in quel d’Israele

 

L'UGL e i suoi percorsi virtuosi

 

di Giannino Stoppani

 

"Riteniamo importante approfondire e dare seguito a un percorso virtuoso già avviato in passato, attraverso la nostra Ong Ciscos, che ci ha permesso di dare il nostro sostegno a scuole e ospedali cattolici del Paese, fornendo anche aiuti concreti come la dotazione di personal computer per la sala informatica della Beith Wizo Italia, un’associazione senza scopo di lucro che lavora per l’integrazione sociale a Jaffa, quartiere di Tel Aviv".

 

Con questa dichiarazione filantropica riportata sul portale della confederazione di Via Margutta il segretario generale dell’ex Cisnal, Giovanni Centrella, ha pubblicizzato la sua cinque giornate in Palestina conclusasi domenica 15 dicembre. Accompagnato da una delegazione Ciscos-Ugl (presunto "Organismo Internazionale Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo"), la peregrinatio ad Sion ha avuto come prima destinazione Tel Aviv, con tappe successive a Betlemme e Gerusalemme. Un "pellegrinaggio" in pompa magna attraverso buona parte di quel territorio usurpato tanti anni fa ai legittimi proprietari e che la mitografia sionista e occidentale chiama Israele. Ricordiamo che l’occupazione della Palestina e la conseguente nascita dello stato ebraico, frutto di quella rapina, furono sancite da una risoluzione Onu nel novembre 1947.

 

La notizia del viaggio natalizio dei nostri pellegrini sindacali folgorati sulla via di Tel Aviv l’abbiamo trovata pubblicata anche in Notizie su Israele.

 

È questo un sito web che si definisce di matrice cristiano-evangelica e che ha come missione "la diffusione di notizie [riprese dai media nazionali e internazionali, n.d.r.] su Israele e sul mondo ebraico che, per quanto possibile, corrispondano a verità [sic!], ma senza nascondersi dietro un’ipocrita affermazione di neutralità, perché la scelta per Israele, per il suo Stato e per la sua diaspora, è chiara e netta" (http://www.ilvangelo-israele.it/news/presentazione.html).

Orbene, navigando nel sito ci siamo imbattuti, oltre che nel comunicato sulla "mission" israeliana del segretario Centrella, in un panegirico esaltante le nuove tecnologie militari di Tsahal (ovviamente "rigorosamente difensive", ci mancherebbe!) o in alcune "verità" del Rights Reporter (http://www.rightsreporter.org) su "come Hamas affama la Striscia di Gaza con sistemi mafiosi" o ancora in quelle velenosamente antipalestinesi della parlamentare destro-sionista Fiamma Nirenstein, sempre "in armi" a difesa d’Israele (L'Europa stipendia i "fannulloni pubblici" negli uffici palestinesi, articolo da Il Giornale di Feltri del 12 dicembre u.s). Insomma una vera e propria cassa di risonanza della propaganda israeliana che questi sayanim evangelici spacciano per oro colato, utilizzando all’occorrenza anche il "patrimonio intellettuale" prodotto dai goymin servizio permanente effettivo dell’entità sionista, di cui l’Ugl sembra essere diventata, ormai da lungo tempo, devota apologeta.

 

È sufficiente ripercorrere le tappe della "militanza di piazza" dei noachici ugiellini [osservatori dei precetti di Noè, n.d.r.], è, mano nella mano col fior fiore dell’impresentabile falsa sinistra e del radicalismo chic con la "erre rotante", nelle ridicole manifestazioni pregne di Usraelismo anti iraniano e di appoggio al sedicente "Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana", braccio politico dei terroristi del PMOI (i mujahidin del popolo), per comprendere tutta la potenzialità demagogico-trasformistica di tali pseudo-rappresentanti dei lavoratori.

 

Penoso e cialtronesco rimarrà a futura memoria il raduno capitolino del giugno 2008, con in testa l’ex sindaco Alemanno e la femme prodige di Via Margutta, tra lo sventolio tripudiante e pittoresco delle bandiere colla stella di Davide e di quelle dell’Ugl inframmezzate dai vessilli dei radicali e dell’Arcigay.

Così sulle orme della sua antecessora - l’ex zarina Renata Polverini, ora parlamentare nelle schiere di Forza Italia e nel dicembre 2009 anche lei devota pellegrina in Israele, con tanto di ricevimento alla Knesset (La Meta Sociale, dicembre 2009, pp. 1-3)- l’attuale reggente di Via Margutta ha voluto bissare la sua presenza in terra palestinese (faceva parte all’epoca della delegazione che accompagnava la tuttora plenipotenziaria del sindacato centro-destrista), rispettando in toto il consolidato cliché che vede sempre più spesso i debuttanti sul palcoscenico nazionale del caravanserraglio politico-fotocopia rendere omaggio ai rappresentanti dell’entità sionista. Tanto che qualche voce maligna (che spesso ci azzecca) va bisbigliando, dalle segrete stanze di Via Margutta, che l’avellinese colla scorta di Stato (http://www.rinascita.eu/?action=news&id=12881) si stia scaldando i muscoli per scendere in campo nelle elezioni europee della prossima primavera.

 

Carriere politicanti a parte, vere o presunte che siano, quello che ci preme qui stigmatizzare è il dichiarato e caloroso appoggio dell’Ugl ad associazioni come il Beith Wizo o l’Adei Wizo, che, dietro il paravento sociale, umanitario o solidaristico che dir si voglia, non fanno mistero di porre in perfetta simbiosi ideologia sionista e identità ebraica (si noti en passant il logo del portale Adei Wizo, Associazione Donne Ebree d’Italia e la didascalia in inglese, subito sotto, Women’s International Zionist Organization: http://adeiwizo.org).

 

E quanto tale "dottrina", puntualmente messa in pratica dai governanti sionisti, sia poco umanitaria e assai discriminante, razzista e dedita all’applicazione dell’apartheid non solo nei confronti della popolazione palestinese, lo sanno bene, perché la sperimentano quotidianamente sulla propria pelle, gli ebrei etiopi (Falascià), emigrati in Israele a partire dalla metà degli anni ’80 e tuttora oggetto di vergognosa discriminazione razziale da parte dei loro correligionari bianchi. Valga come esempio quanto portato alla luce a dicembre dello scorso anno nel servizio di una coraggiosa giornalista israeliana (dunque non una bieca antisemita), tale Gal Gabai, della Israeli Educational Television (http://blogs.forward.com/sisterhood-blog/167445/shocking-decline-in-ethiopian-israeli-birthrate/), sulle iniezioni forzose per il controllo delle nascite praticate sulle donne falascià da medici e infermieri della Joint Distribution Committee, un’organizzazione "umanitaria" ebraico-americana, in collaborazione col servizio sanitario israeliano.

Evidentemente questi sono dettagli di poco conto per gli strateghi ugiellini, che preferiscono invece esaltare le virtù dell’associazionismo filantropico pro Sion o celebrare le fumose "intese amichevoli" con l’Histadrut, l’organizzazione sindacale israeliana creatura della sinistra sionista: "Riteniamo che una collaborazione più stretta con la principale organizzazione israeliana ci aiuterà ad affrontare con maggiore consapevolezza e cognizione di causa le esigenze dei lavoratori e della società nel suo complesso.

 

Pertanto abbiamo in programma una serie di incontri con il sindacato, e abbiamo invitato una delegazione dell’Histadrut a Roma, per discutere e approfondire le tematiche e le proposte emerse durante il confronto di oggi" (http://www.lametasociale.it/2013/12/13/centrella-insieme-a-una-delegazione-ugl-in-vista-in-israele/ ).

Parole e arrangiamento di Giovanni Centrella che non meritano commento alcuno e che farebbero solo scompisciare dalle risate se la situazione economico-sociale italiana non fosse a un passo dal baratro.

 

Con i forconi alla schiena e la rabbia montante del ceto medio proletarizzato, dei disoccupati in costante crescita, dei pensionati spinti verso la china della povertà, dei giovani senza futuro, di un’intera nazione privata della sua sovranità politica, economica e monetaria e che rifiuta ogni tipo di mediazione e rappresentanza proveniente dalle caste parassitarie al soldo dei poteri forti, i mestieranti della politica e del sindacalismo di corte – ne siamo più che certi - non andranno molto lontano.

 

18/12/2013


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