NOTIZIE 2016

 

 

COMUNICATO STAMPA - SEGUE INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI PROVITA, TONI BRANDI

 

STOP UTERO IN AFFITTO: BASTA!

ALLA PROTESTA ORA SEGUE L’AZIONE!

 

Al di là dei partiti e degli steccati politici, martedì 4 ottobre nella Sala Nassiriya di Palazzo Madama, a Roma, si è tenuta una conferenza di denuncia e condanna dell’utero in affitto, per la prima volta di portata trasversale.

 

L’incontro è stato promosso dall’Associazione ProVita Onlus, rappresentata dal presidente Toni Brandi.Per la abolizione e la repressione del turpe mercimonio di donne e bambini, hanno espresso le loro opinioni le Senatrici Maria Rizzotti (FI), Laura Bianconi (NCD), Donatella Mattesini (PD). Sono intervenuti anche la giornalista Monica Sargentini del Corriere della Sera e il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

 

ProVita e le inchieste dei media hanno denunciato da tempo le agenzie straniere che guadagnano milioni di dollari promuovendo la pratica dell’utero in affitto, che è vietato e punito dalla legge italiana (l. 40/2004). Ma le agenzie straniere, che si approfittano dell’inerzia dei magistrati e delle autorità, vengono senza ritegno a cercare clienti in Italia, che per loro rappresenta un mercato in crescita: già nel 2004, Tarquinio rilevava tale crescita si attestava su livelli del 1000%.

 

Toni Brandi ha presentato il DVD “Breeder, donne di seconda categoria, che è stato distribuito ai presenti e che sarà presto disponibile sul sito www.notizieprovita.it: un documentario che raccoglie le testimonianze reali delle persone che sono state coinvolte nel turpe mercimonio dell’utero in affitto, di ciò che hanno subito, delle conseguenze psicofisiche che si sono verificate.

 

ProVita ha lanciato contestualmente una raccolta firme per presentare alle autorità una petizione affinché si faccia valere nel concreto la legge penale (art.12, comma 6, l. 40/2004) vigente che punisce l’utero in affitto.

 

Le Senatrici intervenute hanno ribadito la necessità di combattere l’ignobile sfruttamento delle donne e il commercio di bambini sia a livello nazionale, sia a livello internazionale (Rizzotti). La magistratura ha smantellato la legge 40, e di fatto consente di violare impunemente il comma 6 citato:la volontà del legislatore è stata calpestata. Perciò bisogna rimettere mano a norme più solide, con il coraggio necessario ad inimicarsi le potenti lobby internazionali che guadagnano dall’utero in affitto (Bianconi).

 

É certamente necessario anche ripensare agli investimenti per la cura della fertilità e snellire le pratiche dell’adozione, perché il desiderio di genitorialità è senz’altro legittimo (Mattesini), ma non può ogni desiderio trasformarsi in diritto, né si può consentire di trarre profitto dal corpo proprio o altrui, secondo i principi fondamentali dell’etica e i criteri antropologici universalmente riconosciuti (anche dalle norme internazionali, come la convenzione di Oviedo).

 

Di mamma ce n’è una sola: ed è quella che porta in grembo per nove mesi la sua creatura.

 

#StopUteroInAffitto

 

Lo rende noto l’ufficio stampa di ProVita Onlus.

http://www.notizieprovita.it

 

Ufficio Stampa ProVita Onlus
Mail: ufficiostampa@notizieprovita.it 
@ProVita_Tweet
 

Tel. Portavoce: 346 7786500

 

Form richiesta diretta
http://www.notizieprovita.it/contatti

 

 

 

Intervento del Presidente di ProVita nella conferenza stampa al Senato del 4 ottobre 2016

 

Innanzitutto ringrazio la Senatrice Bianconi, la senatrice Mattesini e la Senatrice Rizzotti, la dott.ssa Sargentini del Corriere e il direttore Marco Tarquinio di Avvenire per aver accettato l’invito a intervenire a questa conferenza stampa. Vi sono altri parlamentari che si sono battuti contro la pratica dell’utero in affitto, come per esempio l’On. Eugenia Roccella che fondò già tre anni fa un Comitato di donne contro l’utero in affitto e anche l’On. Fabrizia Giuliani, ma per motivi di spazio era impossibile prevedere l’intervento di tutti. Ovviamente saluto e ringrazio tutti i presenti.

È veramente bello vedere rappresentanti di forze politiche molto diverse, uniti per questa giusta causa, quella dell’opposizione verso una pratica disumana..

Ho appena ricevuto un comunicato da Bruxelles, due settimane fa, come sapete la commissione affari sociali dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha respinto, in una mozione della belga Petra de Sutter, ogni esplicita approvazione della maternità surrogata approvando tuttavia delle linee guida molto vaghe ed ambigue che rischiano di aprire la strada di fatto ai contratti di utero in affitto. Tra una settimana questa raccomandazione verrà messa ai voti ed è necessaria la partecipazione di tutti perchè è evidente che la sola cosa da fare è abolire la pratica dell’utero in affitto, in tutte le sue forme, senza se e senza ma. Incoraggio in particolare gli Onorevoli Santerini, Cimbro e Centemero a continuare la loro battaglia al Consiglio d’Europa.

Il mercato di gameti e dell’utero in affitto, che ammonta a decine di miliardi di dollari, sfrutta le donne, degrada la gravidanza a un servizio commerciale e – soprattutto – tratta il bambino come una merce da acquistare.

ProVita, ha già tenuto due conferenze stampa in Senato su questa tematica, nella prima abbiamo portato una madre surrogante pentita dal Minnesota, Elisa Gomez, che ha testimoniato i suoi traumi.

Nella seconda conferenza il Professor Pino Noia – ginecologo, docente di medicina prenatale al Policlinico Gemelli e Primario dell’Hospice perinatale –ha illustrato dal punto di vista scientifico i danni che subiscono non solo le donne che si sottopongono alla iperstimolazione ovarica, necessaria per poter prelevare gli ovuli, ma anche le donne riceventi l’embrione prodotto in vitro e anche i padri che vendono il loro sperma e i bambini.

Danni che talvolta causano anche la morte di donne come è stato il caso di Brooke lee Brown, 34 anni, Jessica Wing, 34, Sushma Pandey, 17 e Maynard Brittany, 29 anni. Donne che, anche nei Paesi cosiddetti civili, vengono spesso ingannate e non informate degli effetti collaterali che comportano queste pratiche di surrogazione.

A questo proposito, ProVita è lieta di presentarvi un documentario esclusivo per l’Italia, “Breeder Donne di seconda categoria” (fattrici, produttrici..) che raccoglie le testimonianze di madri surrogate americane … notate bene, non del terzo mondo: donne in America, dove la maternità surrogata è “regolamentata”.

Il DVD è stato distribuito insieme a una nostra rivista sul tema ed è comunque disponibile al ns banchetto.

Ecco il trailer: solo 1,38 minuti. Il documentario completo si potrà ottenere sul nostro sito www.notizieprovita.it da domani.

Purtroppo in Italia, il divieto di pubblicizzare e organizzare la surrogazione di maternità – previsto dalla legge 40 del 2004 - non viene rispettato come mostrano le denunce fatte da Pro Vita e le inchieste di alcuni quotidiani, relative ad agenzie straniere che vengono qui a cercare clienti italiani cui poter vendere bambini all’estero, perché per loro il nostro paese rappresenta un mercato in crescita.

Perciò, questa mattina abbiamo lanciato una petizione in collaborazione con AGE, NonSiToccaLaFamiglia, Articolo 26, Generazione Voglio Vivere e la Nuova Bussola Quotidiana. La petizione è diretta al Governo per chiedere che vengano fermati e perseguiti coloro che promuovono e organizzano l’utero in affitto in Italia, nonostante le sanzioni penali, e affinché l’Italia si impegni per l’abolizione universale della maternità surrogata anche a livello internazionale. La petizione è sul nostro sito www.notizieprovita.it

 

È necessario, vista l’inattività delle Istituzioni, che vi sia una grande mobilitazione della società civile per tutelare gli interessi e la salute delle donne e dei bambini.

Forse, qualcuno potrebbe dire che non sapeva di questi dati tecnico – scientifici o potrebbe comunque ignorarli.


Però nessuno può dire che “non sa” quanto sia crudele staccare un neonato dalla mamma. 


Nessuno può dire che comprare i bambini e privarli della madre sia accettabile.

Non possiamo rimanere indifferenti a guardare la diffusione in Italia di questa ignobile pratica senza fare nulla. Ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo: #STOPuteroinaffitto!
 

Vi ringrazio

 

05/10/2016


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