TRIBUNA 2017

 

Perché il voto non attrae più il popolo

 

di Antonio Rossiello      

   

Si fa un gran disquisire dell’astensionismo elettorale nel mondo occidentale, ma nessuno vuole andare in fondo alle questioni, nessuno vuole penetrare nel profondo degli animi umani degli uomini che sono anche elettori.

 

I temi del lavoro, della disoccupazione, della casa, dell’ecologia, della green economy ed altro sono solo uno specchietto per le allodole, ottimi per attrarre votanti pro domo sua di ciascun cartello elettorale.

 

Ma nessuno che dica il vero, cioè che nessuno vuol fare nulla per niente, nessuno vuole costruire ponti per risolvere i problemi, tutti contro tutti, nessuno per tutti, ognuno pretende senza faticare, senza sacrificarsi per gli altri.

 

Nessuno si chiede cosa posso fare per la comunità prima di chiedersi cosa lo Stato o la comunità possa e debba fare per me.

 

Individui che passano con una certa facilità senza coscienza da un polo all’altro.

 

Nessuno che ragioni con coscienza, ciascuno pretende pro domo sua, arrogantemente.

 

Nell’amministrazione pubblica gli onesti vengono emarginati, gli sfacciati emergono, pretendono, si fanno sentire e ce la fanno, travisandosi da onesti.

 

Ma se Dio esiste, dove è? Perché si dovrebbe essere onesti, se Dio non esiste, come scriveva Dostojevsky, tutto è lecito.

 

Ma che mondo è questo in cui viviamo. Il vuoto, il non senso, il nulla, la vanità su Facebook, su Twitter, su Youtube.

 

Studiare e raggiungere alti livelli di guadagno economico e politico culturale per la fama, per la falsa gloria, non per la comunità.

 

Non per la coscienza, che è come l’organo sessuale o fa nascere la vita o espleta solo funzioni fisiologiche.

 

Ora noi votiamo non per risolvere i problemi del popolo, non per alzare il livello culturale e morale delle nostre comunità, ma solo per sistemare noi stessi o i nostri figli e nipoti, fregandocene di tutti.

 

Si vota per la sinistra del capitale o per la destra del capitale che pari sono.

 

Oggi tutto è lecito, parlare sproloquiare in nome delle libertà di pensiero e di parola, ma nessuno penetra in fondo alla verità, nessuno la cerca, tutti si fanno belli davanti agli altri nella forma, ma nessuno vuole veramente cambiare le cose.

 

Si litiga come vecchie comari delle città vecchie, per raggiungere alte vette del nulla, di una vita vuota. 

 

Tutti vogliono tutto, nessuno vuol fare un…… la democrazia è una forzatura, una demokratura di leninista memoria. 

 

Scissioni inutili, cambi di nomi, purchè si attraggano i deboli, gli stupidi.

 

La vera destra, la vera sinistra, il centro veramente cattolico o cristiano o comunque religioso non esistono più se non sulla carta, ammesso che prima qualcuno ci credesse ancora.

 

La fiamma è spenta fisiologicamente, così, di colpo, con una scoreggia, neanche la Sinistra ebbe tanto ardire, ci ha pensato il liberal capitalismo, con i suoi Fini, il sol dell’avvenire non arde più, non è neanche più il brand un detersivo per i piatti, la croce è il titolo di una press.

 

Qualunquisti di ieri, radicali delle libertà e stelle in movimento tentano l’improbabile risoluzione dei problemi e il raggiungimento dei loro fini sotto l’egida di correnti geometriche architettoniche di stampo anglo americano.

 

La gente soffre, il popolo si arrangia, gli onesti ingoiano, i vanitosi emergono in questo mare di melma.

 

Quando si presentano al pubblico si auto incensano, si auto lodano, loro fanno tutto secondo coscienza, diventano avvocati, politici, ingegneri, professori, cardiologi per meriti e grazie ricevute.

 

Sì, grazie, Graziella e grazie al …

 

Ma tutto va’ bene madama la marchesa.    

                                                                                                                                                            

09/07/2017


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